Il governo acceleri sull'acquisto della Gallinara e sulla protezione del made in Italy

Il governo acceleri sull'acquisto della Gallinara e sulla protezione del made in Italy

L’infezione da corona virus aumenta in Italia di 402 unità nelle ultime 24 ore, di cui un terzo solo in Lombardia. Notevoli aumenti d’infezione sono stati registrati nel resto d’Europa.

La situazione in tutto il mondo è impressionante. Il totale dei contagi ha superato 19 milioni. Le popolazioni più colpite sono quelle degli Stati Uniti, del Brasile, del Messico, della Russia e più in generale tutta l’America Latina. In India il contagio è del tutto fuori controllo.

Di fronte a questo quadro dobbiamo registrare una abberratio ictus, cioè un errore sull’oggetto e sulle finalità, da parte di molti governatori di regione, con a capo Giovanni Toti, i quali non hanno capito che l’obbligo delle distanze e le altre restrizioni dipendono dall’espansione del virus e non da una posizione arbitraria del governo, per cui oggetto di critica deve essere questo virus e non il tentativo governativo di fermarlo.

In questo campo deve valere la parola dei virologi, non quella dei politici, e sbaglia di grosso chi incita la popolazione a negare la realtà. Incrementando la schiera dei poco lungimiranti negazionisti.

Deve, peraltro, sottolinearsi che gli effetti economici perniciosi del corona virus non verrebbero di certo eliminati con un allentamento delle restrizioni, il quale produrrebbe invece un aumento dei contagiati e quindi un ulteriore danno per l’economia.

Una buona notizia ci viene a proposito dell’isola della Gallinara, per la quale sembra che il Ministro per i Beni Culturali voglia esercitare il diritto di prelazione previsto dal decreto legislativo numero 42 del 2004 (Codice dei beni culturali).

Si tratta di un provvedimento che dovrebbe essere esercitato molto più sovente da parte del ministero dei beni culturali, il quale nel passato ha lasciato che innumerevoli immobili artistici e storici, come ad esempio la Zecca di piazza Verdi a Roma, passassero in mano straniera.

Altra buona notizia concerne l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti per il salvataggio della Sammontana, famosa per la produzione di gelati ed espressione molto significativa del made in Italy.

A questo riguardo insistiamo nel dire che tutti i risparmi incassati da Cdp, attraverso i buoni e i libretti postali, dovrebbero essere indirizzati, in maggiori proporzioni, a salvaguardare le nostre produzioni.

È assolutamente inaccettabile che questi denari, frutto di piccoli, ma numerosissimi risparmiatori, siano solo contabilmente evidenziati in una gestione separata della Cassa depositi e prestiti, venendo spesso indirizzati a investimenti finanziari di alta rischiosità.

Insomma a nostro avviso la Cassa depositi e prestiti dovrebbe tornare alle sue origini: essere utile a tutto il Popolo italiano ed evitare di comportarsi come una banca di investimento. In altri termini dovrebbe tornare ad essere un organo dello Stato e non una S.p.A. che persegue gli interessi dei propri soci con i soldi del Popolo.

Un argomento che domina i giornali odierni è quello che riguarda il prossimo referendum sul taglio dei parlamentari. A nostro avviso bisognerebbe votare NO, perché senza una riforma organica, sia sul piano dell’ordinamento costituzionale dei poteri legislativi dello Stato e delle Regioni, sia sul piano della riforma della vigente legge elettorale, un taglio dei parlamentari porterebbe a un rafforzamento dell’esecutivo nei confronti del legislativo e a un aumento dei poteri delle Regioni sul potere di Camera e Senato, nonché nella nomina del Presidente della Repubblica. Dunque a un indebolimento dell’unità e dell’indivisibilità d’Italia, in contrasto con l’articolo 5 della Costituzione.

Si tratta, come sempre, di far valere quanto scritto, come legge fondamentale, nella nostra Costituzione repubblicana e democratica.

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