Paolo Maddelna

Per l’Italia un lumicino si è acceso in fondo al tunnel: per il terzo giorno consecutivo il numero dei contagi diminuisce.

Ciò dimostra che il modello sanitario attuato dal governo sta dando i suoi primi frutti. Invitiamo pertanto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a continuare su questa linea di grande prudenza, facendo capire che se più limitazioni poniamo oggi, più presto usciremo dalla crisi.

Ribadiamo questo punto poiché da più parti (e a carico nostro c’è stata anche qualche fake news) si chiede un rallentamento delle misure sanitarie ritenute troppo restrittive.

Intanto in tutti i paesi d’Europa i contagi crescono e il ritmo del loro aumento sta toccando quote allarmanti negli Stati uniti d’America, dove Trump, il quale ha evidentemente a cuore più l’economia che non la vita degli americani, minimizza, meritando il rimprovero del sindaco di New York, Cuomo che lo ha accusato di avere le traveggole.

Un fatto molto spiacevole è che in Europa, a proposito del Mes, si sono formati due schieramenti opposti: l’uno informato al principio di solidarietà, al quale appartengono i paesi mediterranei come Francia, Spagna e Italia, secondo il quale le prestazioni del Mes dovrebbero essere attuate senza la scure dell’austerity e della Troika, mentre l’altro schieramento, formato da Germania, Olanda, Austria e Finlandia, vuole imporre ai debitori del Mes forti sanzioni economiche a tutela della restituzione del debito.

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È un punto cruciale che dimostra come l’intera architettura europea si stia sfaldando. Da parte nostra osserviamo che per obbedire alla Troika i nostri inetti governanti, succedutisi dall’assassinio di Aldo Moro in poi, hanno distrutto il nostro “patrimonio pubblico”, specialmente il comparto della sanità, sottraendo alla proprietà degli italiani enormi fonti di produzione di ricchezza nazionale per cederle a faccendieri privati e a fameliche multinazionali.

L’imperativo è restituire al Popolo i suoi beni, che gli sono stati fraudolentemente sottratti, e a questo fine ci aiutano gli articoli 41 e 42 della Costituzione, i quali contengo principi precettivi e imperativi che ci consentono nel mettere nel nulla le cartolarizzazioni e le svendite effettuate a danno dell’interesse dell’intero Popolo italiano.

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13 commenti su “L’Europa appare poco affidabile, l’Italia deve riprendersi i propri beni”

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