Ridistribuiamo la ricchezza partendo dalla base della piramide

Ridistribuiamo la ricchezza partendo dalla base della piramide

L’ostinata azione del governo nel perseguire gli obiettivi del neoliberismo, che ci ha costretti a svendere quasi tutto il territorio italiano, comprese le nostre industrie strategiche, ha reso possibile il fatto molto significativo che una banca tedesca tenti di fondersi (cioè impadronirsi) di Unicredit, che è il socio di maggioranza insieme con Banca Intesa della stessa Banca d’Italia.

Il fatto è che la privatizzazione delle banche pubbliche e in particolare delle Banca d’Italia ha fatto in modo che il sistema economico finanziario si sia reso indipendente dallo Stato italiano, fino al punto di consentire che gli interessi propri delle banche possano essere in contrasto con quelli dello Stato italiano.

Insomma governanti insipienti non si sono accorti che privatizzando le banche pubbliche e la Banca d’Italia, essi hanno trasferito tutto il potere economico finanziario dal popolo italiano a una società per azioni indipendente, tenuta a fare gli interessi dei propri soci e non più gli interessi del nostro Stato.

C’è una sola soluzione del problema: abolire le leggi sulle privatizzazioni che sono tutte incostituzionali (per approfondimento leggi: La distruzione del patrimonio pubblico italiano. Le responsabilità dei nostri governanti.), facendo riferimento a una interpretazione costituzionalmente orientata dell’articolo 832 del Codice Civile , e ritornare al sistema economico keynesiano che distribuisce ricchezza, non alle multinazionali e alle banche, ma alla base della piramide sociale, innescando un processo virtuoso che dà luogo all’occupazione lavorativa e alla messa in moto delle fonti di produzione di ricchezza nazionale.

Il Portogallo si è ispirato a questi principi ed è l’unico paese europeo che mantiene intatto lo stato sociale, non svende le proprie fonti di produzione di ricchezza, ottenendo un alto tasso occupazionale. Inoltre, in sette anni ha eliminato il suo debito pubblico ed ha un Pil superiore a quello della Germania.

Se l’Italia va ancora incontro alla sua rovina la responsabilità è dei nostri governanti passati e attuali.

Professor Paolo Maddalena.

Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

 

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