L’emergenza dei vaccini dimostra l’incongruenza del vigente sistema economico predatorio, patologico e incostituzionale del neoliberismo

L’emergenza dei vaccini dimostra l’incongruenza del vigente sistema economico predatorio, patologico e incostituzionale del neoliberismo

All’iniziativa solidaristica di Biden che vuole sospendere l’efficacia dei brevetti in materia di vaccini per aiutare alla pari tutti i popoli, hanno fatto seguito le entusiastiche approvazioni di quasi tutti gli Stati del mondo, così dimostrando che il sistema economico predatorio, patologico e incostituzionale del neoliberismo non può funzionare negli stati di emergenza, come quello determinato dall’attuale situazione sanitaria.

Fedele ai principi neoliberistici rimane la Germania, la quale in consonanza al suo storico egoismo, proclama apertamente, con la voce di Angela Merkel, che i brevetti sui vaccini non si toccano. 

Affermazione che trova la sua ragione pratica nel fatto che la Germania, con la sua industria Biontech, insieme con l’americana Pfitzer, ha trovato per prima il vaccino anti-Covid e ora ne pretende i profitti a livello mondiale.

Bene ha risposto il nostro Capo del governo, affermando che i vaccini sono beni comuni dell’intera umanità,  e si spera che la prossima riunione del Consiglio dei Ministri europeo riesca a superare la cinica barriera posta dalla Merkel.

Il sistema economico predatorio neoliberista dimostra la sua inconsistenza anche a proposito del principio illogico dello sviluppo illimitato, che ha impoverito le risorse del mondo intero e che oggi sta rivelando i suoi limiti anche nel campo della pesca.

Due pescherecci italiani sono stati allontanati dalle motovedette libiche, perché, a loro parere, avrebbero sconfinato nelle acque territoriali libiche. Il fatto più grave è avvenuto nella Manica, dove, per contrastare la pesca di alcuni pescherecci francesi, Boris Johonson ha inviato due navi da guerra, contro le quali Macron ha schierato due sue motovedette militari, che hanno fronteggiato le navi britanniche, finché i pescherecci francesi hanno fatto ritorno alla base di partenza.

Si tratta di fatti molto inquietanti, che dimostrano quanto vecchio e inattuabile sia diventato il sistema economico neoliberista tutt’ora vigente, che tanto male ha fatto alle risorse naturali, al cambiamento climatico e, in genere agli ecosistemi.

È ora di cambiare rotta e di evitare che i più forti in campo finanziario depredano i più deboli delle risorse necessarie alla vita. Viene qui in evidenza, come ha sottolineato Draghi, il concetto di bene comune, inteso, non nel senso neoliberista della cosiddetta Commissione Rodotà (che dovrebbe chiamarsi commissione Mastella), secondo cui i beni comuni, non meglio definiti, apparterrebbero a privati, autorizzati alla loro alienazione, o alle pubbliche amministrazioni, che non potrebbero alienarli, mentre la loro tutela spetterebbe all’apparato burocratico dello Stato. 

Ma in un senso ben diverso, che non si estrinsechi in una elencazione tassonomica dei beni stessi, ma in una formulazione ermeneutica in base alla quale sono da ritenersi beni comuni quelli che di volta in volta (come i vaccini), sia anche per limitati periodi di tempo, sono indispensabili per tutelare i diritti inviolabili dell’uomo.

Anche qui l’insegnamento proviene dalla nostra Costituzione repubblicana e democratica, la quale, all’articolo 2, afferma che: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità e impone inderogabili doveri di solidarietà politica, economica e sociale”.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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