Prospettive alquanto problematiche sull'utilizzo del Recovery Fund

Prospettive alquanto problematiche sull'utilizzo del Recovery Fund

Sul piano sanitario la curva dell’infezione mantiene una timida discesa, ma forti preoccupazioni desta il diffondersi della variante inglese.

Il virologo Galli dell’ospedale Sacco di Milano lancia l’allarme e invita le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti urgenti.

Intanto seguono a ritmo serrato, ma con molte difficoltà, i programmi di vaccinazione.

Sul piano politico circolano voci sul piano economico che Draghi in settimana presenterà in Parlamento. Secondo queste voci il piano sarà destinato soprattutto all’ambiente e alla digitalizzazione. Tenderà a evitare il cuneo fiscale che danneggia la produzione e a diminuire le tasse sui redditi inferiori ai 50 mila euro.

Banco di prova sarà la questione Alitalia, sulla quale si fronteggiano due posizioni: coloro che sostengono la sua vendita, anche in vista delle obiezioni da parte dell’Europa a proposito del divieto degli aiuti di Stato, e coloro che vogliono continuare a sostenere con aiuti pubblici la compagnia di bandiera, ponendo in evidenza gli enormi danni che comporterebbe la sua chiusura.

Ci sarebbero notevoli danni nel pagare le liquidazioni al personale licenziato, mentre sul piano dei servizi ci sarebbero grandi difficoltà, perché, a causa del Covid-19, le compagnie straniere non assorbirebbero la domanda di servizi che svolge Alitalia.

Inoltre tale svendita sarebbe in contrasto con la politica diretta a incrementare il turismo, per il quale è stato istituito un nuovo ministero.

Esiste tuttavia una soluzione, alla quale nessuno pensa, che consentirebbe di mantenere in Italia una fonte di produzione di ricchezza di elevato valore, quali sono le rotte aeree, e che eviterebbe gli ostacoli degli aiuti di Stato.

Si tratta della nazionalizzazione, già operata in altri Paesi, della compagnia di bandiera, che assicurerebbe il mantenimento in servizio degli impiegati, con la previsione di un futuro di progresso economico per la Compagnia e per lo Stato.

Il governo dei migliori troverebbe in questa occasione la possibilità di mettere a dirigere questa nuova impresa statale persone veramente capaci di far funzionare al meglio un importante strumento di produzione di ricchezza.

Peraltro non deve sfuggire che una soluzione di questo genere sarebbe pienamente conforme al dettato costituzionale, in base al quale (art. 43 Cost.) i servizi pubblici essenziali, quali sono quelli del servizio aereo, devono essere in mano pubblica, in modo che i relativi profitti siano riversati nelle casse dello Stato e non nelle mani di speculatori o multinazionali.

Ricordo che l’ordinamento giuridico costituzionale prevede essenzialmente due soggetti giuridici: il cittadino singolo e il Popolo, formato da tutti i cittadini.

Lo sciagurato sistema economico neoliberista, patologico e predatorio, ha finora favorito i singoli privati e le multinazionali, trasformando in S.p.A. gli Enti pubblici e sottraendo fraudolentemente ricchezza al Popolo.

Questo è il momento in cui i prestiti europei devono servire a ritrasferire al Popolo il proprio patrimonio pubblico del quale è stato in gran parte privato. E questo per il benessere di tutti, come tra l’altro prescrive il fondamentale articolo 3 della Costituzione.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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