Whirlpool, Ilva, Autostrade: serve la svolta del governo

Whirlpool, Ilva, Autostrade: serve la svolta del governo

Sia pur di fronte a grandi eventi sullo scenario mondiale, sia per quanto riguarda il Covid-19, sia per quanto riguarda le elezioni americane, il nostro compito è quello di osservare e commentare le vicende economiche che affliggono il nostro Paese.

In proposito colpisce molto negativamente l’atteggiamento degli affittuari dell’Ilva, i dirigenti dell’Arcelor-Mittal, i quali spavaldamente, entrando in campo di esclusiva competenza dello Stato italiano, affermano che il governo dovrebbe porre a loro fianco (cioè a loro servizio) l’italianissima Invitalia, la quale ovviamente dovrebbe pagare l’enorme debito accumulato dalla ditta, e che altrimenti lasceranno l’acciaieria chiudendo i suoi battenti. Tutto questo per evitare che a Taranto arrivi un loro nuovo concorrente nel campo dell’acciaieria.

Queste sono le conseguenze delle azioni scellerate dei nostri governi che hanno privatizzato a man bassa le nostre industrie strategiche e ora si trovano a soggiacere ai ricatti di multinazionali straniere.

Il nostro avviso è che il governo dovrebbe, con lungimiranza, utilizzare i fondi che ha a disposizione proprio per ricostituire le nostre fonti di produzione, nazionalizzando l’acciaieria dell’Ilva, la quale, se ben diretta (e dovrebbero pur esserci in Italia dei bravi manager), tornerebbe ad essere una grande fonte di produzione di ricchezza.

Altrettanto è da dire per la Whirlpool di Napoli, la quale agisce da padrona non riconoscendo che la Costituzione sancisce la perdita del diritto di proprietà a chi viola lo scopo della funzione sociale, ponendo in essere una attività anti-sociale, come quella del licenziamento di 430 operai, con la conseguenza che, se si pensa anche all’indotto, sono gettate sul lastrico addirittura 1400 famiglie.

Anche qui a nostro avviso la soluzione è unica: occorre che il governo faccia tutti gli sforzi per nazionalizzare lo stabilimento e assicurare il lavoro agli operai napoletani.

Si tratta di scelte di investimento, che possono realizzarsi anche attraverso prestiti, poiché esse sono ricompensate dalla produzione di beni futuri, come del resto prevede la Costituzione.

Anche qui è opportuno far ricorso ai prestiti ottenuti dall’Europa, tenendo presente che, in ultima analisi, essendo l’Italia in recessione e non essendoci quindi pericoli di inflazione, si potrebbe far ricorso anche a una moneta di Stato parallela all’euro. Fatto assolutamente non vietato dai Trattati europei.

E per chiudere questo breve excursus facciamo riferimento all’annosa questione di autostrade, per le quali è vergognoso che i Benetton trattino alla pari con il governo la revoca della concessione.

La revoca è un atto autoritativo che, a causa delle enormi mancanze dei Benetton nella gestione delle autostrade, deve essere imposta unilateralmente dal concedente e cioè dal governo.

L’atteggiamento dei Benetton è paragonabile a quello di un imputato che discuta con il giudice la pena che deve essergli inflitta. Il che è davvero un assurdo. Insomma, come sempre abbiamo ripetuto, causa di tutto è il fatto che i nostri governi, soprattutto quelli precedenti l’attuale, si sono ispirati ai principi neoliberisti, trasferendo la proprietà del patrimonio pubblico degli italiani nelle mani di inidonei speculatori privati e di fameliche multinazionali.

È indubbio, in ogni caso, che è nella attuazione della Costituzione la nostra via di salvezza.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

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One Response

  1. Son d’accordo con le sue osservazioni ; lo stato deve riprendere e realizzare la costituzione, punto. Ci vorrà coraggio ed idee condivise ma soprattutto, leadership!!

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