Il governo torna al vecchio sistema del totale indebitamento. Il Popolo è chiamato a difendere i beni comuni

Il governo torna al vecchio sistema del totale indebitamento. Il Popolo è chiamato a difendere i beni comuni

L’infezione da corona virus aumenta in Italia, dove sono stati registrati 1670 nuovi casi, mentre l’aumento dei bisognosi di terapia intensiva ha raggiunto i 239 ricoveri.

Estremamente preoccupante è la situazione in Europa, in Israele e negli altri Paesi del mondo, nei quali la situazione è letteralmente fuori controllo. In complesso si contano oltre 31 milioni di contagi e circa un milione di decessi.

Questi sono i dati ufficiali, ai quali, ovviamente, bisogna aggiungere quelli che sono sfuggiti ai controlli.

Sul piano della politica italiana, si ha l’impressione che il governo intenda tornare a quel tipo di politica neoliberista che porta alla totale svendita del nostro territorio e al nostro più completo indebitamento, distruggendo ogni possibilità di sviluppo.

La rinnovata proposta da parte di Zingaretti di richiedere il Mes fa pensare a una politica di basso respiro, che guarda alla giornata, prescindendo da una linea che consideri le necessità presenti e future del nostro Paese.

Sembra insomma che il PD voglia agire come i governi succedutisi dall’assassinio di Aldo Moro, i quali hanno agito con una infinità di liberalizzazioni, privatizzazioni e svendite mai visti negli altri Paesi europei, portandoci verso una totale disfatta economica.

In questa situazione, come già abbiamo sperimentato nel secondo dopo guerra, la parola torna direttamente al Popolo italiano, il quale deve diventare un decisionista della politica economica, cominciando a difendere i cosiddetti beni comuni, che sono il fondamento della nostra vita e della nostra libertà, senza dimenticare che essi appartengono al Popolo a titolo di sovranità.

È divenuto improrogabile, in questa situazione, far approvare dal Parlamento il disegno di legge Nugnes e altri e la proposta di legge Fassina, con gli opportuni adattamenti suggeriti dalla Commissione Rodotà, per far in modo che la individuazione dei beni comuni sia fatta dal Popolo e sia promulgata da qualche istituzione pubblica in modo da assicurarne sul piano giuridico il corretto esercizio.

A chi, come Grillo, afferma che non c’è più da credere nel Parlamento, rispondiamo che deve essere ampliata, nelle forme e nei modi stabiliti dalla Costituzione, la partecipazione di tutti i cittadini alla individuazione, tutela e gestione dei beni comuni, che tanto seguito hanno nell’immaginario collettivo.

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One Response

  1. Uomini come il professor Paolo Maddalena e il compianto Stefano Rodotà non avrebbero sfigurato alla stesura della nostra Carta Costituzionale con i nostri Padri Costituenti.

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