I DERIVATI: IL MAGGIOR INGANNO DELLA FINANZA

I DERIVATI: IL MAGGIOR INGANNO DELLA FINANZA

Nella situazione economica mondiale è importante che il cittadino capisca in cosa consista la menzogna ai suoi danni della legalizzazione dei cosiddetti derivati. Per essere chiari ci rifacciamo a un esempio riportato da Luciano Gallino, grande sociologo ed economista venuto meno circa due anni fa, il professor Gallino tiene a sottolineare che i derivati hanno un’origine assicurativa. Nel 1800 il contadino che voleva assicurarsi un certo valore del suo raccolto si accordava con un mercante, poniamo a dicembre, stabilendo di dargli l’intero suo raccolto di grano alla scadenza di giugno per 1000 lire. Se il raccolto andava bene guadagnava il mercante, se il raccolto andava male guadagnava il contadino, il quale restava comunque soddisfatto per essersi assicurato le 1000 lire. È importante sottolineare che tutto avveniva sul piano dell’economia reale: “il derivato” cioè il contratto tra mercante e contadino aveva un “sottostante” concreto e cioè lo scambio tra il raccolto e le 1000 lire. L’attuale legge numero 448 del 2001 trasforma il derivato reale in un derivato fittizio, cioè in un titolo commerciabile tossico, che però per una finzione legislativa ha lo stesso valore del derivato reale. In sostanza si scommette su qualcosa di aleatorio senza alcun riferimento al sottostante reale. Per continuare con l’esempio di Luciano Gallino, la situazione attuale è quella di un tizio il quale scommette che a una certa data se il “prezzo” dei materiali ferrosi aumenta egli vince 500.000 €, mentre se il “prezzo” dei materiali ferrosi diminuisce i 500.000 € vanno alla controparte senza che nessuno possegga neppure un grammo di materiale ferroso. Come si nota una pura scommessa aleatoria che l’incredibile legge sopracitata fa valere come denaro reale affermando che con i derivati è possibile pareggiare i conti di comuni, banche e altri enti pubblici con i disastri che abbiamo vissuto e che sono stati pagati dalle comunità. A tal proposito è utile ricordare che lo stesso Gallino nota che l’ammontare dei derivati era arrivato nel mondo, nel momento in cui scriveva, a 1,2 quadrilioni di dollari, cioè 20 volte il Pil di tutti gli stati del mondo. È su questo inganno che si fonda la forza del mercato, il quale determina a suo totale arbitrio il prezzo delle merci, i tassi degli interessi e il tasso di cambio tra le monete. Tutto questo si chiama finanziarizzazione dei mercati.

DI PAOLO MADDALENA

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